E insomma, dopo due settimane di avventure (sicuramente molto tactical espionage e anche action come dice sempre Hideo che oh, di queste cose ne sa un casino), è arrivata la mia copia di Metal Gear Solid: Peace Walker, il gioco più hypato EVER per la piccola console di casa Sony. Appena aperto il pacchetto e venuto a contatto con la custodia vera e propria, mi rendo subito conto della prima di numerose bestialità commesse dal buon Kojima in questo capitolo: il protagonista non è Big Boss ma Che Guevara.

Alla vostra sinistra, Che Guevara, alla destra Big Boss
Per tutto il gioco non farete altro che rivivere l’esistenza di Ernesto “Che” Guevara in un mondo dove l’omoeroticismo la fa da padrone, la giapponesità si è diffusa in tutto il pianeta e le intelligenze artificiali e i mecha sono inspiegabilmente ben più avanzati di quelli presenti in MGS1 (Time Paradox, cit.).
Il protagonista (Big Boss, no, Naked Snake, anzi Victory Snake, anzi chi se ne sbatte cambia più nomi che paia di mutande) è un uomo risoluto che decide di aiutare dei ribelli, in Sud America, con atti di guerriglia e si trova, dopo una serie di peripezie, contro la CIA. Ricorda qualcuno?
Durante il gioco, comunque, la cosa viene resa ancora più ovvia dai continui, forzatissimi riferimenti alla vita di Guevara, dalla moto dello stesso Big Boss, alla sua macchina fotografica, alla barba divenuta improvvisamente più rada, alle persone che lo chiamano “Che” per errore (succede anche questo).
Fortunatamente, il gioco non si prende troppo sul serio e ci fa ritrovare quegli elementi ormai familiari a chiunque sia un appassionato della serie, dai vestitini personalizzati per Big Boss alle scatole di cartone, stavolta utilizzate (con lo pseudonimo di LOVE BOX… “love box”, capite? la scatola dell’ammmmore) come sottotono gay per ammucchiate stealth in campo nemico durante le partite in multiplayer.

Un altro amore sboccia sul campo di battaglia.
I soli rimandi alla scena underground omosessuale, comunque, non sarebbero bastati per placare la sete dei panzoni più appassionati, oramai abituati ai molteplici riferimenti gay già presenti in MGS3, per cui quale modo migliore per attirare più casi umani nella Babilonia virtuale di MGS se non inserendo ragazzine sedicenni in biancheria intima che si fanno inseguire e fotografare da uomini di mezza età in mutande? Perché è questo che succede, ed è anche una delle parti più importanti dell’intera trama.
Ovviamente, in tutto questo non bisogna mai dimenticare di dare qualche piccolo bonus anche agli aficionados della serie, a cui delle ragazzine importa poco, allora cosa ci può essere di meglio se non inserire dei fantastici scatti molto trendy e anche tactictal espionage con protagonista il buon Kaz Miller (che in futuro diventerà il mentore di Solid Snake)?

Ma ciao bel giovanotto.
Insomma, Kojima non perde occasione per fare l’occhiolino a tutti gli omaccioni nerboruti che giocano ai suoi giochi immaginandosi dei protagonisti macho e virili, ma avrà perso l’abitudine di fare giochi con un gameplay tedioso?
Direi proprio di no, infatti in Peace Walker Big Boss ha probabilmente contratto vari disturbi che gli rendono fisicamente impossibile prendere la mira (non c‘è assolutamente modo di utilizzare le tacche di mira dell’arma, si mira attraverso 4 pallini sospesi magicamente in mezzo alla schermata) e sopratutto strisciare. Ebbene sì, questo gioco è così Stealth, così Espionage e così Tactical che il protagonista non può muoversi in posizione prona, per cui non può infilarsi sotto le macchine, nelle ventole di aerazione, muoversi in maniera realmente silenziosa, tutte cose che in MGS3 sapeva fare benissimo.
Sarà che probabilmente strisciare non è abbastanza Tactical Espionage Action, a saperlo prima l’avrei detto anche al mio sergente istruttore che la posizione prona non serve ad un kattsaw e di conseguenza avrei evitato di fare i percorsi di guerra sbucciando le mie delicate manine, ma più probabilmente avrei ricevuto soltanto una buona sfilza di insulti e parecchi colpi con le saponette dentro gli asciugamani.
Oltre tutto, il buon Big Boss è diventato una trowya delle corporazioni multinazionali in questo capitolo, promuovendo prodotti che non ancora non esistevano nel 1970, tanto per ricordarci che Kojima non ha mai studiato storia (era tactical espionage action anche a scuola, dove probabilmente non si presentava), e allora perché non umiliare il condottiero fittizio facendogli indossare una truzzissima maglietta AXE o facendogli bere una gustosa PEPSI?

Affògati di Pepsi, diventa un eroe anti-americano.
Per finire in bellezza la sua splendida saga, con grandiosa accuratezza storica, il buon Hideo non poteva far altro che mettere il suo eroe contro una minaccia vera e tangibile per l’uomo del 1970, i dinosauri, ed allora eccoci qui, tra una Pepsi e un sacchetto di Doritos, intenti a falciare dinosauri con un M16, in un fantastico ritratto di accuratezza storica.

65 milioni di anni non sono NULLA per Big Boss.
Titolo: Metal Gear Solid: Peace Walker
Sviluppato da: Kojima Productions
Pubblicato da: Konami
Versione provata: PlayStation Portable (JP)
Genere: azione
Giocatori: 1
Valutazione
Kojima
Divertimento
La scatola dell’ammore
Gli uomini in slip
Il pestaggio con le saponette











quel groide di Peyote ha scritto:
Questa recensione è molto tactical, abbastanza espionage, ma poco action.
La domanda di rito è: Esistono dei cheat per strappare via i tanga virtuali alle 16enni e sodomizzarle con l’AK47?
l’assistente sociale di Olpus Bonzo ha scritto:
Si vocifera che per la release europea Sony appronterà un bundle della sua PSP + Piss Wanker + pipetta da crack necessaria per godere al meglio del videogame in oggetto.
l’attaccante della Sampdoria Sciuscia ha scritto:
E’ bello sapere che Kojima non è mai una delusione (ossia che lo è sempre).
la mamma di Neko ha scritto:
Dirò una delle mie solite vaccate, ma non è che il dinosauro è in realtà frutto di qualche collaborazione tra Koncima e tizi di Monster Hunter?
la cugina di lnvernomuto ha scritto:
Lo è, lo è, sono le missioni speciali Monster Hunter, ci sono anche quelle Assassin’s Creed con scatolone di paglia su cui fare il leap of faith.
mentre sniffava colla, Filax ha scritto:
La risata in loop è stupenda.
l’assistente sociale di Pain21 ha scritto:
Mi viene da ridere su come la recensione sia stata diretta unicamente sulle, passatemi il termine, “cazzatelle” tipiche di Kojima e inserite in tutti i MGS che non sul gioco stesso. Se questa è una recensione che vuole farsi pubblicità perchè ha dato un brutto voto ad un MGS è meglio che sia riscritta, magari con qualche contenuto un po’ più concreto e non di contorno (dato che ne abbonda anche eccessivamente)
quel cetaceo di Olpus Bonzo ha scritto:
No, questa è una recensione che vuole farsi pubblicità per aver ospitato il maschione in tanga che quivi campeggia a bella posta. Vedo che anche tu Pain21, come prima di te Ivan Cattaneo, hai molto apprezzato. Se vuoi la segreteria può fornirti il numero di cellulare del suddetto: solo cinquanta “rose” e lo puoi far entrare brutalmente dal tuo retrobottega anale. Dopo il contatto digli che lo hai trovato su Numerozero, ci serve per il censimento pubblicitario.
quel gran bell’uomo di sid ha scritto:
non ho capito un cazzo, ne consegue che è un’ottima recenzione….prafo!!!!
quel groide di Filax ha scritto:
Dopotutto, giochi elastici...
la cugina di Pororiman ha scritto:
Possibile che questo videogioco, come fa notare il buon Filax, abbia sempre la capacita’ catartica di attrarre il meglio del meglio … mah. secondo me qualche cecchino dal culo metallico e’ appostato su Google e spara a (numero)zero.