(Italia 2000) di Sergio Rubini. Con Sergio Rubini, Margherita Buy.
recensione a cura di Lgggno
Minchia, mi verrebbe da dire, che film del culo. Invece no, perché quel testa di minchia di Rubini (cazzo sei troooppo intellettuale) non si merita questi due soli epiteti per la sofferenza inflittami nelle due ore del suo fottutissimo e autobiograficissimo film.
Cominciamo con la trama, talmente banale che anche la moglie di Berlusconi avrebbe potuto fare di meglio, mentre contemporaneamente partecipa a una gang bang.
Il giovane adolescente Rubini (con una faccia degna di un film deutsche scheisse) vive in un bel paese pugliese, dove prova a farsi una coetanea che tanto non gliela dà. Questo coglionazzo è ovviamente un ottimo musicista e anche ottimo attore e secondo me, sotto sotto, anche un ottimo tirapompe. Una carriera assicurata nella pornografia gay e invece no. Lo stronzo vive in ‘sto posto dimenticato da Dio con la mamma (la Buy che passava di lì per caso e ha visto che qualcuno sul set regalava valeriana, e ha deciso “cazzo un affare d’oro, mi fermo troppo”), il padre (prezzemolo Rubini) e tanti amichetti in cerca della prima scopata della loro vita (già solo questo mi bastava per tagliarmi le vene con il biglietto d’ingresso).
Be’, comunque in questo bel paese pugliese degli anni ’70 (roba da preferire un rapporto sessuale con Tyson per tutta la vita), a un certo punto arrivano tre rizzacazzi del nord. Loro, invece, la danno un po’ a tutti, compreso il giovane Rubini che, guarda caso, alla fine si fa la più figa di tutti. Dopo un’ora e mezza, mentre già stavo stringendo il laccio emostatico e la roba nel cucchiaino era oramai pronta, ecco la doppia tragedia: una delle cornutone locali muore (con annesse lacrime napulitane da parte del fidanzato, che fino a pochi minuti prima pensava solo a farsi fare dei gran pompini) e dipartita (purtroppo solo nel senso di partenza) delle tre rizzacazzi zoccole del nord.
Un’autocelebrazione da vomito veramente…











la cugina di anna ha scritto:
quel gran bell’uomo di Sara ha scritto:
quel necrorasta di Neko ha scritto:
pur non capendo un kattsaw, sara ha scritto:
la cugina di sara ha scritto:
installando un emulatore C64 su Linux, Neko ha scritto:
quel cetaceo di sara ha scritto:
l’assistente sociale di Emilio ha scritto:
Non hai vita sociale, ma in compenso ti hanno tenuto chiusa a chiave in uno stanzino negli ultimi 30 anni, passandoti pane in cassetta da sotto la porta???
Un Nerd.