Manhoruno naka no ningio
Director: Hideshi HINO
Cast: Ogura JIMUSHO, Saiki SHIGERU, Riju GO
Japan, 1988 – 63”
Due parole su Guinea Pig
I film denominati Guinea Pig sono pellicole diffusesi verso la fine degli anni ’80 in Giappone, di fattura più o meno casereccia e praticamente vietati in ogni dove, che documentano o raccontano torture di ogni tipo, decomposizioni e infezioni del corpo, tutto in maniera ricostruita attraverso effetti verosimili e orripilanti.
Il primo e quasi invisibile Guinea Pig: Devil’s Experiment, raggiunse quei broccoli di americani, e venne scambiato erroneamente per uno Snuff Movie e per questo denunciato alla FBI, che poi scoprì trattarsi di pura finzione.

Mermaid in a Manhole è il quarto film delle serie, (mi pare siano arrivati a nove) e si dice in giro che sia anche il più “bello�? o almeno quello con una storia più articolata.
Hayashi è un pittore che attraversa un momento di crisi artistica che si protrae da tempo e da cui non riesce a venir fuori; in cerca d’ispirazione decide di passare del tempo in una cloaca, e in questo luogo si sente finalmente di nuovo ispirato, vista la situazione dell’arte contemporanea.
Mentre è alla ricerca e riflette nella fogna, tra rifiuti e topi rognosi, s’imbatte nientemeno che in una sirena, che lui sente di aver già incontrato in precedenza, e che riesce a parlargli senza aprire bocca, sentendo le sue parole in una sorta di contatto telepatico.
Così si reca spesso a ritrarla, visto che è anche molto carina.

Ma che ci fa una sirena in una fogna? Infatti la creatura è li perché infetta da un’infezione tumorale alle parti basse (cioè la coda) in su e quando la situazione si fa insostenibile il pittore decide di portarsela a casa e sistemarla in una vasca da bagno.
Inizia la lenta decomposizione della sirena, filmata con una dovizia di particolari impressionanti.
Difatti cominciano ad uscire pustoloni fetidi che vanno a colonizzare tutta la parte sopra del corpo sirenesco, questi pustoloni vengono fatti scoppiare e da essi fuoriesce un liquido arancione schifossimo, misto a sangue e a diosachecosa…
Hayashi continua imperterrito a ritrarla in tutte le fasi dell’infezione, prorio su richiesta della sirena stessa e sembra così ritrovare la verve perduta.
I bubboni esplodono dolorosamente e i vicini sentono una brutta puzza di pesce.

Nella fase finale dell’infezione cominciano a uscire strani vermi e nelle ultime inquadrature scopriamo che il dolce visino della sirena si è trasformato in quello di un mostro orripilante.
Da uno squarcio nel grembo il pittore tira fuori niente meno che un feto morto, scoprendo così che la sirena era incinta.
Poco prima di morire tra sofferenze inenarrabili, la creatura chiede al pittore un ultimo desiderio, cioè di essere fatta a pezzi. Si può forse rifiutare tale favore?
Una sera i vicini si accorgono che dal soffitto gocciola qualcosa, un liquido denso e rosso che cola sul tavolo e scoprono il misfatto: cioè un folle che non fa altro che continuare a massacrare con l’ascia un donna.
Un referto della polizia chiude il film, nel quale si apprende che un uomo ha massacrato la moglie incinta, malata di un cancro allo stomaco; tutto fila ma l’unica cosa strana è che viene rinvenuta una grossa scaglia di pesce; l’assassino sostiene che ha soltanto ucciso una sirena, ma ormai è fuori di brocca e ricoverato in un ospedale psichiatrico.

La storia, all’inizio quasi disneyana, è comunque solo un pretesto per filmare l’infilmabile, le decomposizoni del corpo, le infezioni, il sangue, ma il tutto è sempre visto in maniera volutamente esagerata, quasi surreale, tanto da dare quel tocco quasi fumettistico che aiuta il regista a non essere preso troppo sul serio e quindi esplorare, in modo un po’ folle ma non privo di senso e problematicità, il dolore e la decomposizione fisica.
Aspetti dell’esistenza che tutti rimuovono.











la mamma di K ha scritto:
Alla fine si scopre inoltre che il tale è un artista che fa sculture con donnine rapite.
Efficace, in qualche momento riesce anche a dare fastidio…
pur non capendo un kattsaw, criz ha scritto:
la sorella di Kuroi Yume ha scritto:
Ma perché in Italia al massimo riusciamo a fare “L’ultimo Bacio”?
E poi dicono che i Giapponesi non hanno fantasia…
quel groide di sissi ha scritto:
dai, questo della sirena è grottesco, e anche he never dies.
devil experiment invece mi ha quasi spaventata…ancora mi sembra vero se lo rivedo
l’assistente sociale di SplatterManiaco ha scritto:
Senz’altro il più bello di tutti, di splatter ne ho visti proprio tanti (ne sono un maniaco) ma questo è stupendo, per chi ama il genere come me non può non vederlo.
grattandosi il kattsaw, Cauboi ha scritto:
ma dove si possono trovare questi film?e poi, sono in jappagiallo o sono in inglese?
la mamma di Trulsone ha scritto:
ma saranno in giappo visto ke i nipppi non masticano per un kattsaw l’inglese
Questo film mi fa venire in mente uno stronzo ripieno di merda, sì direi proprio così...
quel fullandrone di SplatterManiaco ha scritto:
Cauboi, i film di GUINEA PIG li puoi trovare tranquillamente su EMULE o se vuoi comprarli puoi farlo tranquillamente da THRAUMA O EBAY! :) IO LI HO TUTTI DVD IMPORT!
La lingua è jappo, con sottotitoli in inglese…accontentiamoci.
la sorella di Glandepuffo ha scritto:
Se volete qualcosa di veramente violento e malato (ma vi anticipo che non è nippo), dovete procurarvi la serie “August underground”! ma prima date un’occhiata alle recensioni su EXXAGON… non sono film per tutti! a vostro rischio e pericolo…
ah, non è che sono un maniaco psicopatico, neh! no, per chiarire…
quel cetaceo di Peyote ha scritto:
>ah, non è che sono un maniaco psicopatico, neh! no, per
>chiarire…
- Ah ma così mi offendo! Come ti è potuto passare anche solo l’anticamera del cervello che qualcuno si fosse fatto questa opinione??? Il cinema d’autore è sempre incompreso.
l’underdog per eccellenza Trulsone ha scritto:
questo prodotto fa vomitare , vi consiglio di vedere IRON