È ufficiale. Da ieri Puffetta è iscritta nel registro degli indagati della procura dell’Oklahoma per sospetta posizione dominante nel mercato della fica.
I reati ipotizzati sono sproloquio uterino, spermicidio perpetrato e continuato e aggiotaggio clitorideo.
A darne notizia è lo stesso magistrato che cura l’inchiesta, Mauro Lazarin che sta valutando l’eventualità di procedere alla confisca del bene in oggetto, ossia la vagina di Puffetta.
L’indagine nasce da una serie di segnalazioni giunte alla magistratura oklahomesca da numerosi Puffi, tra i quali spiccano Forzuto, Tontolone e Spermino, oltre che da Bue Grasso e Gargamella.
Puffetta, tramite il suo legale Puffo Quattrocchi, fa sapere di ritenersi del tutto estranea ai fatti mentre proprio in queste ore intende depositare una contro querela verso la comunità dei Puffi e la comunità di Don Mazzy per “dichiarazioni lesive, puff-vilipendio e pissing”.
Da par suo anche Don Mazzy si dice sconcertato e in un comunicato afferma: “brutta troia macedone, e pensare che l’ho tirata fuori io dal tunnel dell’eroina”.
La vicenda pare abbastanza intricata e solo un uomo di grande onestà, di grande senso della giustizia e con una passione sfrenata per l’alcol come il giudice Lazarin sembra in grado di sbrogliare.
Ma andiamo con ordine.
Nel maggio scorso, un gruppo rivoluzionario di Puffi, identificato come “I piccoli sodomiti Blu“ lasciava una fica di gomma imbottita di tritolo dinnanzi all’abitazione della signorina Puffetta, rivendicando poi l’attentato in nome “della democrazia del sesso, io lo puffo dritto in culo a mio cugino e deve ancora puffare la fichetta che mi pufferà puffare idea. Comunque save the children, fuck the police, hasta la victoria, cuba libre e gin tonic”.
Un caso isolato solo nelle apparenze, poiché il mese successivo viene rinvenuto il corpo in fin di vita della meretrice felina Birba, selvaggiamente stuprata con una casa funghetto e la vagina colma di sperma blu. Tutto sembrava indicare il suo compagno Gargamella il quale, oltre a essere un noto micologo di fama internazionale, ha pure lo scolo. Il che poteva spiegare il colore blu dello sperma (che talvolta è anche viola e pure verde).
Ma, mentre Gargamella dal carcere gridava la sua innocenza, e siamo ormai in agosto, mamma Natura, tramite un esposto, denunciava ripetute intimidazioni telefoniche e varî pacchi spediti alla sua abitazione contenenti calchi in gesso di piccoli kattsee.
A questo punto parte il blitz di Lazarin che, in via cautelativa, fa prima arrestare tutti i Puffi, lasciando libera la sola Puffetta, la quale, senza più amanti a soddisfarla prende a farsi le sequoie millenarie della foresta e a praticare fist fucking estremo con Bue Grasso.
E proprio il lussurioso orco impotente diviene, inconsapevole, l’anello debole della sordida catena.
Infatti, il ginecologo di Puffetta (che fra l’altro in molti si stanno chiedendo quanto possa guadagnare all’anno) insospettito dalle frquenti irritazioni della vagina blu, ricorre ai consigli del Grande Puffo carcerato. E proprio il vecchio pappone rosso, ascoltando lo sconcerto del ginecologo, realizza immediatamente che la faccenda puzza. E non solo a causa delle speciose flatulenze di Puffo Tontolone che impestano la cella.
Così il vecchio patriarca marxista escogita una trappola infallibile. Sintetizza il terribile “Siero della verità della fica“ e lo porge nelle mani zozze del ginecologo, spacciandolo per una lozione pelvica.
Il medico corre dalla paziente, ormai divenuta praticamente un’appendice delle sue grandi labbra e la cosparge coll’intruglio.
Al che la fica di Puffetta inizia a raccontare la triste verità, mentre i gendarmi eunuchi di Lazarin, previamente avvisati da Grande Puffo, tendono le orecchie travestiti da travestiti.
E tremenda viene a galla la serie di ricatti, intimidazioni e pompini perpetrati dalla baldracca turchina per mantenere la comunità puffesca schiava del proprio potere vaginale. Racket sui preservativi, aborti falsi, gravidanze isteriche, sesso anale con ricci e pesci gatto erano solo alcuni dei metodi utilizzati dalla lubrìca Puffetta per soggiogare i piccoli cazzi affamati.
Immediatamente Lazarin dispone la scarcerazione dei Puffi e dello sfortunato micologo Gargamella che, durante la permanenza in carcere, è divenuto lo schiavo sessuale di Golosone. Contestualmente scatta la querela verso Puffetta che rischia addirittura la prigione, in quanto potrebbe inquinare le prove.
“Metti caso che si fa una lavanda gastrica” ha dichiarato Lazarin in una conferenza stampa “e gli ettolitri di sperma che ha nello stomaco col cazzo che glieli sgamo alla troia. Comunque, a parte le stronzate, chi si è ciulato la mia grappa?”.
Un rinfrancato Grande Puffo afferma la sua gioia e la sua fede nella giustizia e sembra pure mettere una parola fine alla schiavitù vaginale che attanagliava i Puffi.
“Basta con la fica,” dice il condottiero barbuto “d’ora in poi ci facciamo tutti quanti l’un con l’altro. E magari si emigra pure in Australia, visto che colà i mammiferi son tutti marsupiali e hanno più d’una fessura…”.
Ma la vicenda non sembra per niente conclusa. Anche perché, secondo alcuni tabulati giunti nelle mani di Lazarin, proprio la micia bocchinara Birba avrebbe eseguito una mega ordinazione di unguenti e anticoncezionali.
Come dire? Manca la topa balla la gatta… >_>;;;











l’underdog per eccellenza cazzi miei ha scritto:
la cugina di Lessà ha scritto:
Ma si dice Puffo verde o Verde puffo?
;D
quel fullandrone di Macbeth ha scritto:
AHAHAH
la cugina di italo balbo ha scritto:
puffiamoci una baldracca e puffiamola tutta verde