Pulirsi il culo è un gesto proletario effettuato da miliardi di persone in tutto il mondo. Se rimanessimo tutti in silenzio, se spegnessimo tutte le macchine, tutti i telefonini e tutte gli stereo del mondo potremmo sentire il rumore della carta da culo lavorare duro nella regione anale. Per gli amanti delle statistiche possiamo avanzare un’ardita ipotesi discendo che spendiamo almeno 200 ore della nostra vita spazzandoci il culo. Perdio è un mese di duro lavoro!
Senza contare le volte che le mamme rinfacciano ai bambini, oramai divenuti stronzi adulti, il tempo in cui era lei a provvedere alle nostre necessità igieniche:
“Come ti permetti!! Io che ti ho pulito il culo!!” Ne esistono varianti dove viene citata l’età fino a cui questa operazione si è resa necessaria con il solo scopo di ferire il figliolo.
Ma stiamo divagando.
Altresì non vorrei avventurarmi in discorsi ambientalisti sul quantitativo di carta da culo che viene utilizzato in questa operazione, per altro di vitale importanza e fondamentale per la convivenza civile. Non vorrei arrivare a ipotizzare un mondo migliore dove la carta da culo è abbandonata per passare ad un più sobrio straccetto da utilizzare più volte, uno straccetto che potrebbe finalmente eliminare questo appiattimento della condizione sociale prodotto dalla carta da culo. In fondo a ben guardare che tu sia ricco o povero sempre carta da culo utilizzi, che sia Foxy extramorbida triplo velo effetto velluto oppure la triste carta abrasiva dell’Unes sempre di carta da culo si tratta.
Ed ecco che la fantasia delle popolazioni del sud est asiatico ci mostrano ancora una volta il limite della nostra boria di occidentali. L’avanzatissima tecnologia indonesiana ha messo a punto, dopo anni di ricerce nel laboratorio sotterraneo di Jakarta (mentre noi cerchiamo di inseguire stupide particelle sub atomiche nel centro di ricerca del CNR sotto il Monte Bianco) la tazza da culo con bidè integrato!
La rivoluzionaria scoperta è da anni in uso qui in Indonesia, fatta eccezione per alcune province nelle isole del Kalimantan, Sumatra e Papua dove è ancora utilizzato il Mandi (per i più curiosi rimando alla trattazione rigorosa e appassionata “Mandi – la doccia e tazza integrata – Miracolo o puro genio?”).
Io povero occidentale dalla mente limitata e chiusa non mi sono mai avventurato nell’utilizzo di questo strumento ipertecnologico, ma ho fonti certe che mi descrivono l’esperienza come una “sublime doccia fresca sull’ano!”.
L’oggetto appare di per se una normale tazza di porcellana. Ma al sollevamento dell’asse si scopre un augello metallico a mò di rubinettino multi-jet (il che prova che le macchine della FIAT sono dei cessi) che ad un semplice comando del pomello regolatore emette un gentile getto di acqua esattamente dove serve. Voci di corridorio parlano di alcuni arditi le hanno usato anche come fontanelle per abbeverarsi; la pratica è normalmente sconsigliata a causa della cattiva qualità dell’acqua. Modelli ancora più evoluti, come quello presentato qui sotto, presentano una piccola doccia aggiuntiva nel caso di abluzioni prolungate o culi con sporco molto resistente.

A noi poveri occidentali non resta che chinare la testa di fronte a tanto ingegno e spirito di innovazione. Quali altri mirabolanti invenzioni avranno nel cassetto che noi non possiamo nemmeno immaginare?











Neko
ha scritto:
Nobel per la medicina a quelli che si schiumano l’acqua del getto.
A me cmq non piacerebbe la doccetta… e se uno colla sciolta ci scagazza sopra? M’arriva sciolta diluita in acqua? Come funziona?
k
ha scritto:
Dove finiremo con tutta questa tecnologia, si perdono i veri valori… A me piace quando ho la caghetta e mi si irrita il culo a forza di sfregare con carta vetrata…
Driller
ha scritto:
De gustibus…
biondo
ha scritto:
il termine “carta da culo” l’ho brevettato e messo sotto copyright dall’88… nn cagate il cazzo voglio i diritti..
o almeno mettete la voce ” sotto gentile concessione di..” eheh
cmq so che è il jappone il paese piu all’avanguardia per le tazze, si dice in giro che sono anche multimediali
Neko
ha scritto:
In Giappone ho visto gli stessi di cui parla Sal, però nella stanzetta c’è un tasto per far partire una melodia che dovrebbe nascondere gli speciosi suoni dell’espletazione, tipo “plof”, “psssst”, “prrrr”, etc… Ovviamente il fatto di sentire la musichetta informa subito gli altri che stai cagando come una bestia, il che annulla il presunto effetto benefico del depistaggio sonoro.
Il cenciaio
ha scritto:
ma piuttosto ci nega l’enorme privilegio d’interrogarsi su cosa si era cenato la sera prima, quando arriva il periodico malaugurato cambio di biancheria, e l’ano non deterso effiagia saggiamente l’intimo meglio di una tela di Kho. NO alla sistola anale.
biondo
ha scritto:
altro che melodia… dovrebbe partire l’abremagique x coprire i vapori tossici. comunque non sarebbe male superare in volume la melodia del cagheggio… io ne andrei fiero..
re merda
ha scritto:
ma gli amanti della carta vetrata come me che cavolo ci dovrebbero fare con la doccetta
Il parrucchiere di Biscardi
ha scritto:
Mmmm…melodia che copre i rumori? No. Bisogna andare in un’altra direzione. Trovare una via che sappia ricomporre la frattura insanabile che dilania l’uomo moderno, quella tra il proprio essere animale e l’ipertecnologizzazione. Cosa meglio dell’arte per esplorare il terreno sperimentale della Scienza che non cerca di vincere la nostra natura selvatica ma la sposa e la esalta?
Io penserei per la casa del Vero Artista Del Futuro a una soluzione di maggior prestigio: tazza microfonata e con acclusa Loop Station che passa da un multieffetto ed entra in un impianto ad alta definizione. Il Cacatore di turno può divertirsi (in tempo reale!) a sminuzzare il suono della propria scacazzata in infiniti loop che poi tratterà con riverberi, wah, phaser, flenger, distorsioni e delay in uno show che prima che concerto è performance, performance irripetibile, diversa di volta in volta (con tutte le implicazioni che ne derivano riguardo a questioni come l’unicità dell’opera d’arte svincolata dalla sua riproducibilità tecnica, l’identità dell’artista). Ognuno potrà dare all’evento la propria impronta stilistica, e quel che conta per la PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELL’ARTE lo stile sarà prodotto non solo del bagaglio culturale e della formazione dell’individuo-artista, ma anche della sua dieta. Esagero se mi lascio andare a fantasie che vedono il sorgere spontaneo e inarrestabvile di miriadi di correnti diverse? RIviste che dissertano degli assordanti fragori del Legumismo francese, dei virtuosismi Wet Spray legati allo Yogurtismo londinese e ai suoni ovattati del New Cabbagism losangelino. Etichette indipendenti come Anal Underground, Farrrrt!, New Rectal Noiz.
Nuove riflessioni riguardo alla natura e al senso dell’ispirazione artistica si dischiudono sull’orizzonte del suono rettale-digitale, trasfigurato ma sempre riconoscibile.
Vedo anche ardite compenetrazioni multidisciplinari con altre forme d’arte, legate al recupero della Merda: scultura (nuove soluzioni plastiche), pittura (sgommate su tela), videoarte.
Finalmente un’arte delle viscere, un’arte che viene da dentro, eppure sublimata nel moltiplicarsi sfuggente del suono dell’inafferabile. Gas come afflato vitale; merda come argilla del nostro essere mortali: scorregge come fughe d’anima. Musica del gas.
Ora, amici, vi chiedo: il mondo è pronto?
k
ha scritto:
LOL La melodia mi ha piegato!
La voglio assolutamente!!!
ENDiT
ha scritto:
@ Il parrucchiere di Biscardi
(cado in ginocchio)
Fai di me il tuo discepolo.
SalParadise
ha scritto:
Caro parrucchiere di Biscardi il mondo non è pronto!
Sono perfettamente in linea con le tue idee avanguardiste al punto che arrivo a proporti la preparazione di un manifesto di intenti scritto a quattro mani per questa nouvalle vague della cacca, per questo futurismo marrone.
E mentre scrivo mi accorgo di assonanze della lingua italiana che fino ad oggi mi erano rimaste misteriosamente celate.
Come le m*ani dello scultore gli *ani dello scultore. La nostra lingua così ricca ci ha già i mezzi e le parole per descrivere e raccontare questo viaggio nel morbido-torbido, caldo-spavaldo e profumato-deodorato abbraccio della più intima produzione interiore.
Il parrucchiere di Biscardi
ha scritto:
ENDiT, l’appoggio completo di persone come te mi fa sperare che il mondo sia pronto.
SalParadise, un manifesto è quel che ci vuole…La tua frase sulle mani dello scultore è il titolo migliore per il capitolo sulle arti plastiche; per quella su media e scorregge propongo “Nuovi©anali per il (dom)ani”.
SalParadise
ha scritto:
Il genio aleggia in queste righe.
Presto alla penna, mettiamo nero su bianco questo magico momento!!
prepuceilchitinoso
ha scritto:
Giacche’ son tribuno al detonante soprascritto ,vorrei sussurrarvi alcune fantsiose melodie di poetici fautori del culto al Ventodromo d’essay.
Colgo empiricqamente le gesta, per regalare.
primi piatti da ricorrenza:
primi:
stronzellini alla pinna
pugnettone di merdura
canoli ripieni..
ditalini ai ferri
spaghetti in brodo
venerdi’ sano: cacche sante,contorno di cagolfiore
vini: cagonau,merdot,pernaccia,.
secondi:
pipe di pane ,cagolette alla merdolese,flauti fusi con cipolla della val brembana.
granpelata all’oca marinata,superstrutto a vapore:magici gas..
schizzetti alla saliva di puzzola,brasata.
snak:sputi’ al tuono
Mr. Cagh.per altre ricette ed eventi vi anticipo che ne ho almeno 1000 differenti
Caggy
ha scritto:
Scusatemi ma qui avete toppato..gurdate che l’anno scorso sono andata in ferie in Egitto a Sharm con Susie Ruth(alias Brenda Lorenda),la Fibre ottiche(cugina di Cesare Ragazzi prima dei trapianti)e la DD Pekorin(con lo sfintere anale foderato di lana merinos)e tutti gli hotels erano forniti di questi cessi all’avanguardia…solo che le tre cesse delle mie amiche preferivano utilizzare l’attrezzo a modi ” turbo clistere”
frittola
ha scritto:
aah! quante “sedute” di gabinetto psicanalitiche.
Anni a scrutare le proprie macchie di Rosarch, meditando e scrutando nel proprio Io.
Il mondo non dovrà mai essere pronto a perdere tutto ciò...
Subri
ha scritto:
Come tutti sanno nell’Islam prima di pregare bisogna purificarsi e il lavaggio delle parti intime è una di queste operazioni. In tutti i paesi musulmani, o almeno dove c’è acqua troverete quell’aggeggio ilare. Non esaurite la vostra curiosità con banalità!
SalParadise
ha scritto:
In tutti i cessi dei paesi mussulmani ci sono appositi lavandini rasoterra per lavarsi mani e piedi prima della preghiera.
Il simpatico aggeggio è lì posto per il lavaggio dell’ano o per solleticarsi durante altre personali operazioni che non vado ora ad indagare.
Nel caso in cui il sopracitato apposito lavandino non fosse presente si usa il flusso continuo degli orinatoi a muro (indifferentemente per mani e piedi) come ho visto fare con i miei occhi.
Inoltre i misteri che si nascondono dietro le banalità sono alle volte i più intriganti.
Banalità la tazza del cesso tsè! Mi aspettavo un pochino più di rispetto…
Mario Gambella
ha scritto:
Sono sicuro ke mio cognato lo comprerebbe subito un cesso cosi. ..sapete lui ha il culo da Dottore. AHAHHAHAHAHAHHAHAHAH Mario Gambella