Tazza Grande

Agorà è la piazza, è il centro della polis, della città. Agorà è il luogo ove si riuniscono le genti, dove confluiscono pensieri comuni, dove avvengo gli scambi commerciali, dove si mischiano le razze, dove si intrecciano destini pubblici. Il cesso, la tazza, significa intimità, raccoglimento, introspezione e deiezione. La stanza da bagno, quell’oscuro universo dove ogni uomo (inteso come essere vivente) si chiude per cercare di ritrovare, di estrarre ed estrudere il proprio io interiore.
Che ci piaccia o no è la condanna perenne di ogni essere vivente.
Ed ecco perché ho voluto creare questa rubrica, questo spazio per i pensieri più intimi, segreti, per le riflessioni più cupe quasi marroni sull’esistenza, la grande tazza o meglio “Tazza Grande”.
Accadde così che un giorno mentre ero intento ad espletare la minzione, riflettendo sul fatto che gli orinatoi a muro esistono in ogni parte del mondo, d’improvviso sentii una voce alle mie spalle.
“Sorry, Mister”
Questa insieme a “Hello Mister” è la frase maggiormente utilizzata dagli indonesiani quando si rivolgono agli occidentali, spesso senza comprenderne il significato, molto più spesso semplicemente imitandone il suono “Haloo Misteer” e ancora “Soorri Mixteer”
Non mi volto, ma è chiaro che sta parlando con me, in fondo quanti cazzo di occidentali ci possono essere contemporaneamente in un cesso di un ufficio di Jakarta al decimo piano? Ma non mi volto, non mi volto perdio! Sto urinando, sto facendo un goccino di pipì, starei demonio pisciando, non puoi aspettare un secondo e rivolgermi la parola mentre puoi guardarmi negli occhi!!
“Sorry Mister, you Itali.”
Cos’è? Cosa straminchia vuoi? Forse sono su Scherzi a Parte? Certo la famosa Candid Camera di Italia Uno… E poi come sa che sono italiano… le dimensioni del pene? Impossibile nel mio caso.
“Sorry Mister, Itali, you Itali.”
“Yes man, I’m Italian!! Good call! But I’m peeing right now! You see. I’m having a piss, Iàm enjoying a piss! Could you please get the fuck off the bathroom and leave me and my penis alone!!”
Certo che non gli rispondo così. Non comprenderebbe. Con la coda dell’occhio, perché non mi posso girare tutto sennò gli piscio sulle scarpe, ho visto che è uno dei ragazzi addetto alla sicurezza, che per carità non vorrei mai, ma incute timore e rispetto come un cameriere in un ristorante cinese.
“Sorry Mister, Itali, you Itali.”
Lo so che state pensando che sono rincoglionito e che scrivo in continuazione la stessa frase, ma le cose qui vanno davvero così. Alle volte li fissi con lo sguardo interrogativo chiedendoti se per caso non siano dei pupazzetti con il disco incantato.
“Sorry Mister, you Itali.”
“What? Why? When?... sigh…”
“Haaa, Mister. A.C. Milan, Inter Milan, Giuventus…”
Perdio sembra Abbadantuono da giovane. No ragazzo, non è così che funziona. Non è Inter Milan.
Una squadra si chiama Internazionale (chissà perché poi) e l’altra Milan. Basta che dici, Inter e Milan. E poi, per favore “giuventus” sii serio.
“Toti, Mister, Cianavarro. ciatienako. Ada ciatienako”.
L’ultima cosa mi sfugge decisamente. Ciatenako. Chissà cosa cazzo gli frulla per quel testone vuoto.
“Whatever you’re saying buddy… seriously! Whatever.”
E allora se ne va raggiante. E mi lascia così con le mani nel pacco, con ancora una lacrima da sgocciolare e senza una vera ragione. Domande senza senso e senza una risposta, in un contesto irragionevole, in un momento insignificante di un una giornata qualunque dall’altra parte del mondo.
Oddio, dall’altra parte, in realtà dipende da dove lo guardi.

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Commenti e contributi

  1. Il 10 dicembre 2005, 12:29
    il pappa di asylum ha scritto:

    quanta filosofia, sono commosso….

  2. Il 10 dicembre 2005, 12:34
    mentre sniffava colla, Lorentz ha scritto:

    Questi sono i momenti nei quali percepisci quel fluido viscoso che permea il mondo intero, che sommerge tutto e tutti ma che nessuno riesce a spiegare, nei quali capisci che l’uomo è a prima vista un ammasso di materia organica di volume trascurabile rispetto a un grattacielo; in Ciatienako c’è un po di tutti noi.

  3. Il 10 dicembre 2005, 13:07
    quel fullandrone di Sanitario ha scritto:

    Un genio questo simpatico orientale! Anche se l’avrei visto meglio urlare ” VIULEEEEEEENZAAAA! ” con un tipico accento nippo-meridionale, afferrare una mazza da baseball e riempire di roncolate sulle gengive il pisciatore di turno.

    Così avrebbe fatto mooolto più Abatantuono…

  4. Il 10 dicembre 2005, 18:37
    lo specioso kebabista Biondo ha scritto:

    ciatienako… secondo me l’hindi intendeva catenaccio…

Commenti, Contributi

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