Un classico della cultura nippa, questi timbri (hanko) vengono usati a mo’ di firma ufficiale per siglare documenti, assegni, etc… e sono ufficialmente riconosciuti dalla pubblica amministrazione giapponese.
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Uh-uh, il mio treno preferito di sempre in versione giocattolo radiocomandato.
Se c‘è una cosa che la Tv ci ha insegnato, e ce l’ha insegnata, è che le manguste possono essere animaletti carucci e pucciosi ma famelici e letali al tempo stesso.
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Dopo aver sbancato l’Internet, radio e persino la sonnolenta Tv italiana, e dopo che non me lo sono filato manco di striscio perché sto lavorando come un groide, ecco il video del Gundam di Odaiba in azione.
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Sin dall’antichità il più grande sogno dell’uomo è stato quello di catturare i propri nemici con una rete. Ora, grazie alla prodigiosa tecnologia giapponese, questo sogno si realizza in maniera ga-gà e nerdacea con T-34, un robot comandabile tramite telefono cellulare in grado di affrontare i furfanti per poi ittetirli (rebus 7-2-7) irretirli come salami.
Mentre da noi le compagnie aeree sono svendute ai soliti finanzieri da strapazzo, dall’altra parte del mondo l’amministratore delegato di Japan Airlines guadagna meno dei suoi piloti. Possibile?
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Sin dagli albori le connessioni USB si sono distinte per due motivi: velocità di trasferimento inferiori alle ben più gagà e professionali FireWire e, soprattutto, aver dato la possibilità ai nerd più scoppiati di esprimere la propria inutile, e spesso perniciosa, creatività.
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Sono anni che cerco d’istruire i miei gatti a pulirsi la cassettina da soli. Con scarso successo, purtroppo. Gli ho insegnato a dormire di brutto sul letto, però. In questo sì che sono dei manici.
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Sono a Tokyo da meno di un’ora e ho già commesso un crimine. “Italians do it better.” Sì: rubare autoradio, dar fastidio alle ragazze e bucare le file.
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