Hurricane Polymer (Uragano Polymer)
Tatsunoko, 1974-1975
26 episodi
Una banda di criminali si introduce nel laboratorio del dottor Oregasteru per rubargli la sua ultima invenzione: il polimet, uno speciale casco che riveste chi lo indossa di una tuta di polimeri resistentissima, garantendogli poteri straordinari e consentendo di trasformarsi in una serie di veicoli da combattimento: trivella, aereo, sottomarino, etc…
Il colpo dei balordi andrebbe a segno se in difesa del prof. non giungesse il giovane Takeshi Onikawara, un ragazzo all’apparenza goffo e scansafatiche. Solo allora il dottore si rende conto di quanto pericolosa possa divenire la sua trovata e, prima di radere al suolo il suo laboratorio (con se stesso dentro), regala l’aggeggio a Takeshi, facendogli promettere di usarlo solo in difesa del bene.
Il ragazzo, infuriato col padre (capo della Interpol) per aver usato il dottor Oregasteru quasi come esca col solo scopo di catturare i banditi, sceglie di lavorare nel misero studio di Joe Kuruma (in arte Sherlock Holmes Junior!), un investigatore privato da strapazzo. Takeshi riesce ogni volta a risolvere i casi più intricati che gli si presentano ricorrendo all’impiego del polimet, diventando così Hurricane Polymar: "uragano, all’attacco!", e giù pestoni anche alla peggior risma di cattivi.
A dar man forte al nostro ci sono anche la giovane Teru Naruba, segretaria e padrona di casa di Kuruma dal look molto anni ’70, con pantaloni a vita bassa e ombelico al vento, e il cagnone Barone (Baron), che ragiona come una persona ed è l’unico a conoscere l’identità segreta di Takeshi. Hurricane Polymar segue l’onda di Kyashan, serie prodotta l’anno prima e forte di un notevole successo.
Anche se di Kyashan non ha né lo spessore né il fascino cupo, Polymar è comunque un ottimo cartone, ben realizzato sotto ogni aspetto, dalle vicende appassionanti e dotato di un umorismo per niente disprezzabile.
Gli episodi di Hurricane Polymar sono raccolti in sette VHS da Yamato Video di Milano. Sono invece del 1996 gli OAV di 30’ l’uno, dei quali i primi due editi, sempre da Yamato, come Hurricane Polymar – Holy Blood. Il design è nuovo e scintillante, l’azione molto più concitata, ma l’umorismo tipico dell’originale è andato perso.
Curiosità
Takeshi svela la sua verà identità nell’ultima puntata allorché, per salvare la pelle ai propri compagni, è costretto a trasformarsi davanti i loro occhi.
La pistola di Joe Kuruma è un giocattolo: spara acqua o, al massimo, liquore!!!
Non mancano i momenti sexy: Teru mostra spesso le sue grazie, e Kuruma è sempre pronto ad approfittarne!











quel groide di Manolo ha scritto:
l’attaccante della Sampdoria danilo ha scritto:
Come bellissimi sono le sue entrate in scena ed i suoi combattimenti
lo specioso kebabista paolo ha scritto:
sfidando il ridicolo alessio ha scritto:
lo specioso kebabista wuolly ha scritto:
il pappa di Danilo!!! ha scritto:
quel necrorasta di Michele ha scritto:
quel groide di Antony ha scritto:
la mamma di Yensid75 ha scritto:
holy blood” ma non è più lui e poi
niente vecchia sigla…...
quel cetaceo di Annalisa ha scritto:
il pappa di sandro ha scritto:
quel groide di Pegasus ha scritto:
l’assistente sociale di fluido ha scritto:
e il mio cane si chiama Barone….solo che assomiglia a flender…
mentre sniffava colla, danilo ha scritto:
Da ogni parte si legge che i supereroi della Tatsunoko sono una copia di quelli americani…. Sarà pure vero ma la divisa è il simbolo di Polimar sono unici..secondo me non c’e paragone con batman e spidermen dove l’autore ha usato dei banalissimi animali come simbolo e struttura….. forse era capace anche un bambino….........
quel gran bell’uomo di polymar ha scritto:
io sono cresciuto a latte e polymar!!!!ho anche il casco coi polimeri!!!!il n°1 indiscusso…...ma voi lo sapete x quanto può star trasformato polymar?...solo x esperti!!!!ciaooooo huuu…rrriii…canee polymar…......