Trider G7

Alla morte del signor Takeo, i dipendenti della Takeo General Company, una piccola ditta di trasporti spaziali, si preparano ad abbandonare l’ufficio e a cercarsi una nuova occupazione. Colle lacrime agli occhi salutano Watta Takeo, i suoi fratellini e la madre.

Ma a questo punto il piccolo Watta ha un moto d’orgoglio e di comprensione umana: “fermi!” dice, “non potete andarvene perché da oggi sarò io a occuparmi dell’azienda”. Infatti il ragazzino è l’unico in grado di pilotare il robot Trider G7, il migliore e più importante mezzo della flotta della Takeo.

Felicissimi, il parsimonioso signor Kakikoji, il corpulento signor Atsui, la graziosa signorina Ikue e quel cialtrone del signor Kinoshita ritornano ai rispettivi impeghi.

Ora però è Watta a essere nelle pesti, costretto a limitare il suo (già scarso) impegno scolastico per dedicarsi maggiormente agli affari dell’azienda.

Ciò provoca anche il disappunto dei propri insegnanti (la signorina Mieko e l’iroso signor Daimon) e frustrazione in Watta che spesso deve rinunciare a giocare coi suoi amici Akira e Shinkiki e a fare il pappagallo colla carinissima Kaoru, sua compagna di classe.

Ma non ci può fare niente perché le commesse spaziali aumentano vertiginosamente quando il perfido Ondron (una specie di damerino nazistoide) decide di conquistare la Terra servendosi dei suoi incapaci aiutanti coi loro fantasiosi robot da battaglia.

Ogni vola che i cattivi attaccano un’installazione terrestre nello spazio, il signor Kakikoji si precipita a scuola a bordo della scalcinata bici e “rapisce” il presidente perché salga sul Trider. Per finire il nemico, Watta utilizza la sua arma più potente che è l’“Attacco dell’uccello di Trider”: la sagoma di uccello sul petto del robot sprigiona un fascio di energia che lo avvolge e gli permette di fare a fettine l’avversario.

Serie molto divertente, che alterna momenti solenni a situazioni da commedia slapstick, forte di un pugno di personaggi azzeccati e ben delineati.

Curiosità
Il Trider si può unire alla navicella di servizio, nella quale viaggiano tutti e quattro gli impiegati della Takeo. All’occorrenza escono dei cingoli che consentono al Trider di trasformarsi in una specie di carro armato.

Kakikoji è talmente tirchio che prima di lanciare missili dalla sua navicella si mette a fare i conti con il solito pallottoliere nippo, vedi il video seguente:

Nella seconda puntata Keniki, il ragazzino snob nemico acerrimo di Watta, arriva a scuola a bordo della sua Rolls Royce. All’interno dell’auto una piccola tivvù trasmette Daitarn III. In un’altra puntata Watta è svaccato sul pavimento di casa e segue Gundam mentre, verso la fine della serie, Keniki guarda nientemeno che Il tenente Colombo!!!

I primissimi episodi sono leggeremente ripetitivi e i nemici davvero poco caratterizzati. In seguito la sceneggiatura diviene più variegata, concentrandosi maggiormente sul tran-tran quotidiano di Watta e lasciando le avventure spaziali quasi in secondo piano. Anche i nemici evolvono col passare della storia. Dapprima il cattivo di turno è uno scialbo militare incapace, successivamente sostituito da Dulcin, un corpulento androide che quando si emoziona ha bisogno di un goccio di “peco-peco” (che cosa è?!?) per calmarsi, poi da una coppia di scagnozzi deficienti, Domma e Pepso, uno grasso e tozzo, l’altro magro e bastardo. Seguono Shackal, una specie di pistolero, Girba, smorfiosa e discinta, il dottor Clark, uno scienziato con tanto di monocolo, lo stesso Ondron e il signor Zakuron, che è un gigantesco androide a capo della baracca.

In una puntata Domma enuncia le tre regole per sopravvivere nell’impero dei robot. Da ciò si evince che tutti i cattivi sono dei robot.

Il Trider è parcheggiato in un profondissimo hangar, ma la sua testa spunta proprio in mezzo a un parchetto giochi. Quando Watta deve decollare la signorina Ikue avverte gli avventori di allontanarsi: “Attenzione attenzione! Il Trider sta per decollare, siete pregati di allontanarvi. Potrete ritornare fra pochi secondi”!

Nel ventottesimo episodio è Sakiko, la sorellina di Watta, a pilotare il Trider perché il nostro eroe ha una febbre fortissima. La stessa puntata deve essere una specie di omaggio a Rocky Joe, visto che Watta ha il viso tutto arrossato e le guance gonfie. Inoltre affronta il megarobot di turno con un pugno incrociato, proprio come Rocky!

Nelle ultime puntate la sequenza dell’ingresso di Watta all’interno del Trider viene modificata e, in particolare, viene aggiunta la schermata di un computer che mostra una barra di stato, la sagoma del robot e questa incredibile scritta:

SR BA FORTRAN
Transfer-2 CODE
by Microsoft

Allucinante! Se davvero Micro$oft avesse scritto il software del Trider, gli alieni l’avrebbero fatto a pezzetti in quattro e quattr’otto: “Attacco dell’uccello di Trider…”

Errore Trider G7

Il cane di Watta si chiama Johnatan.

Il Trider è la prima e forse unica serie robotica che se ne frega, almeno in partenza, degli ideali: l’obiettivo della Takeo è di lavorare per far quadrare i conti, non di sconfiggere i nemici dell’umanità. Questa logica “commerciale” coincide incidentalmente con la difesa della Terra.

Muteki robot Trider G7
(L’invincibile robot Trider G7)
Nippon Sunrise, 1980, 1981
50 episodi

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Commenti e contributi

  1. Il 5 settembre 2008, 02:12
    quel necrorasta di Faina ha scritto:

    Bellissimo questo anime, me lo guardavo sempre, e ogni volta che il Trider decollava dal parco giochi mi scompisciavo dalle risate.
    Vuoi mettere con quella pallosa pseudolesbica di Lady Oscar? Questo era un cartone animato con i controcazzi.

Commenti

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