Gackeen, Il Robot Magnetico

I cattivi questa volta giungono dalla stella morente Izar, coll’intento di conquistare la Terra usando le loro armi più micidiali: i temibili mostri sintetici.

Gli unici capaci di contrastare gli invasori capitanati dal Generale Comandante Brain (ha un cervello gigantesco, da qui il nome) sono i componenti della base “Divina Libertà”, diretta dal dottor Kazuki.

Il dottore ha escogitato una portentosa arma per combattere gli izariani: il Gackeen, un enorme robot che trae la sua energia dall’elettromagnetismo.

A comandarlo sono Takeru Hoyo e Mai Kazuki, due giovani che hanno il potere di mescolare le proprie molecole, tasformandosi rispettivamente in Uomo Magnete Plus, carica positiva, e Uomo Magnete Minus (anche se Mai è una donna :) ), carica negativa.

I due poi si uniscono (Uomo Magnete in un solo essere) in una particolare posizione chiamata “Sweet Cross”, diventando in pratica due esagoni che si inseriscono nel ventre del robot (vedi figura sotto, uff…), i cui pezzi rimanenti vengono lanciati dalla base. A completare il Gackeen ci sono le due navicelle dalle quali Takeru e Mai si lanciano prima della trasformazione e che si agganciano alle braccia del robot.

Gackeen, Il Robot Magnetico: trasformazione

A completare l’equipaggio della Divina Libertà troviamo anche i giovani Hitoshi, Futoshi e Tensai e il dottor Hoshi, uno scienziato franco-giapponese.

Fra i cattivi, oltre al già citato Brain, ci sono l’Imperatore e i suoi biechi consiglieri Radar Robot, Staffy, Kokro.

Una delle migliori serie robotiche di sempre, originale in alcuni dei suoi spunti, nonostante la complicatissima trasformazione dei giovani richiama quella di Jeeg (non a caso fra gli autori c‘è Kazuo Komatsubara che lavorò proprio su Jeeg), ma forse poco nota ai più.

Ideazione e soggetto di Shinobu Urakawa e regia di Tomoyoshi Katsumada.

Il punto debole del Gackeen sono le gambe: quando il robot corre troppo a lungo le sue caviglie si surriscaldano.

Magne Robot Ga-Kin
(Robot Magnetico Ga-Kin)
Toei, 1976
39 episodi

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Commenti e contributi

  1. Il 3 dicembre 2009, 06:16
    l’attaccante della Sampdoria GiosinoSPS ha scritto:

    La cosa che mi dispiaceva di piu’ di questo robot, era il fatto che avesse una faccia molto bella, dura, e poi le caviglie sottili, che mi davano tanto un senso di ricchionosita’.

Commenti

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