Doraemon

Doraemon (ドラえもん) è un gatto spaziale venuto dal futuro e atterrato direttamente nella camera di Nobita Nobi (Guglia, nella vecchia versione italiana), bambino negligente, poco studioso e senza ambizioni.

La vita di Nobita cambia radicalmente dopo l’arrivo di Doraemon che sembra avere il potere di tirare fuori dalla sua tasca magica gli oggetti più assurdi, che servono come rimedio per situazioni ancora piu assurde…
Il mondo di Nobita è il mondo normale di un bambino della sua età e i suoi problemi più grandi sono i continui insuccessi a scuola (Nobita anche questa volta hai prerso Zero!!), i rimproveri dei genitori, le angherie dei suoi amici Giant e Suneo, e naturalmente Shizu-chan la ragazzina che gli piace, ma che egli considera irraggiungibile.
Doraemon quindi arriva ad incarnare la figura dell’amico che tutti i bambini vorrebbero, sempre pronto ad ascoltare Nobita e ad aiutarlo con soluzioni e oggetti ogni volta più bizzarri e fantasiosi,ma che si rivelano purtoppo sempre fallimentari a lungo termine.

Doraemon ha la capacità di farti viaggiare nel tempo attraverso il cassetto della scrivania, può prestarti la matita che fa i compiti da sola, la macchina che fa innamorare Shizu-chan improvvisamente, la bandierina della ragione, che se la appendi dietro la schiena tutti ti danno ragione, la porta che apre case inesitenti e altri milioni di oggetti stravaganti e miracolosi.
Macchine e oggetti che alla fine svelano sempre il loro lato artificioso e immancabilmente si inceppano o cessano improvvisamente di funzionare, mettendo nei guai il povero Nobita e riportandolo alla situazione di partenza.
Ma quello che Doraemon rappresenta per il piccolo Nobita è la riscossa privata; una rivincita quasi immaginaria contro un mondo verso il quale lui non si sente adeguato. Un mondo che lo vuole intelligente, carino, studioso e inserito perfettamente in quello schema asfissiante che a volte può essere la società giapponese (ma tutte le società in genere).
Cosi Doraemon non rappresenta altro che il potere dell’immaginazione contro il mondo asettico e grigio degli adulti, l’immaginazione infantile piena di soluzioni fantasiose e strampalate ai problemi di ogni giorno.
Le invenzioni di Doraemon non sono strumenti capaci di cambiare la sua realtà, né quella di chi gli sta intorno, ma gli permettono di giocare, fantasticare, per questo trovo che Doraemon sia la perfetta metafora di un bambino che gioca con la propria immaginazione, che non cambia la realtà, ma di sicuro la rende molto più divertente.

Doraemon oltre ad essere una serie animata molto popolare in Italia, grazie ai cartoni trasmessi dalla RAI negli anni ‘80 e su Italia1 in questo periodo (in una versione doppiata nuovamente e con la sigla cambiata, che ancora non ho mai visto), in Giappone è una specie di istituzione e la sua popolarità non conosce periodi di crisi, compare oramai dovunque, dagli oggetti scolastici, al vestiario agli oggetti per la casa o per il bagno.
Nato come manga nel 1970 dal pennino di Fujiko F. Fujio e pubblicato da Shogakukan , diventa serie animata nel 1979, con la serie prodotta da TV Asahi, che riscuote un successo grandissimo, e che pian piano diventa planetario.
In Italia, oggi, la sua popolarità sta tornando, dopo il periodo negli anni’80, oltre che con le puntate ritrasmesse su Italia 1 anche grazie alla pubblicazione del manga, che esce in volumi tematici, pubblicato da Star Comics, che permette finalmente di gustare anche qui gli episodi, senza i vari (a volte troppi) rimaneggiamenti.
Di Doraemon oltre al manga e alla serie animata esistono anche molti lungometraggi, che in Giappone escono a cadenza annuale, spesso a carattere tematico, con argomenti come: l’ambiente, la storia antica, la letteratura e via dicendo.

Autore: Fujiko.F.Fujio (藤子・F・不二雄)
Anno: 1970

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Commenti e contributi

  1. Il 29 agosto 2005, 23:37
    quel groide di Princi ha scritto:
    Quest’articolo su Doraemon è eccellente, concordo pienamente con esso… ma quel che ho saputo su Doraemon mi ha scioccato, dunque il mio ragazzo è stato in giappone anni fa e una volta parlando è uscito il discorso… mi ha raccontato la fine di questo straordinario fumetto, ma dato che io sono come San Tommaso (se non vedo non credo =p ) volevo chiedere a voi…
    Alla fine Doraemon è un illusione di un bambino in coma, che proprio nelle ultime tavole apre gli occhi, rendendosi così conto di aver solo sognato e subito dopo li richiude morendo…
    Vi giuro che sono rimasta pietrificata quando l’ho saputo… ma è vero?
    Princi Perplessa O.O
  2. Il 30 agosto 2005, 07:03
    la sorella di Neko ha scritto:
    Princi: per quanto ho potuto leggere in giro non esiste un finale per Doraemon. Il finale a cui ti riferisci, a quanto pare, fu concepito dagli autori ma mai realizzato (anche a causa delle proteste dei fan che, avendone sentito parlare, formarono un picchetto davanti all’edificio dell’editore).

    Per saperne di più, come al solito, c’è Wikipedia.
  3. Il 31 agosto 2005, 03:09
    la mamma di Cemento Cellulare ha scritto:
    Interessante! Grazie per il link a Wikipedia.
  4. Il 6 settembre 2005, 23:44
    mentre sniffava colla, danilo ha scritto:
    spassosissimo cartone….......... :-)
  5. Il 29 settembre 2005, 23:19
    l’anulu de mama Kuroi Yume ha scritto:
    Ma chi di voi sa perché Doraemon ha paura dei topi, è blu e non ha le orecchie??

    Non è per il fatto che fa parte di una fantomatica razza di gatti spaziali!!!

    Bensì per via di un topo che, mentre dormiva, gli mangiò le orecchie e lui divenne blu dalla fifa!!!
    Giuro che è vero!!!

    Cmq che mito Doraemon….
    a quando l’articolo su Paaman?

    Parbleu!
  6. Il 22 dicembre 2005, 13:00
    grattandosi il kattsaw, sbornia-ska-p ha scritto:

    ankio voglio avere i ciuski(o come minkia si scrive) di doraimond come nobita…...hauuahzauahahhaaha :=)

  7. Il 27 giugno 2006, 12:07
    la mamma di Mokkorina ha scritto:

    La testa rotonda del doraemon, quell’espressione beota, il girare dell’elica sulla sua testa mi rilassano e ipnotizzano, se sei triste, nervosa , agitata guardati una puntata del doraemon compreso di sigla, non potrai piu farne a meno, altro che lexotan!

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