Uchu no kishi Tekkaman
(Tekkaman, cavaliere dello spazio)
Tatsunoko, 1975
26 episodi
Nel XXI secolo una fitta cappa di nubi radioattive, frutto del massiccio impiego di armi nucleari, ricopre la Terra.
Dopo il fallimento del progetto di bonifica Terra Pulita gli scienziati hanno pronosticato ancora tre anni di vita, dopodiché le pioggie distruggeranno l’intero ecosistema planetario.
L’unica alternativa per impedire l’estinzione del genere umano è scoprire e colonizzare un nuovo pianeta. A questo scopo viene inaugurato il Programma di sviluppo spaziale, diretto dal Dottor Amachi e dal Capitano Minami.
Il nodo della questione consiste nel realizzare un sistema di navigazione cosmica in grado di abbattere i tempi di percorrenza spaziale.
Ma un giorno la nave del Capitano Minami viene attaccata e distrutta da una flotta di misteriosi alieni che si avvalgono di armi micidiali in grado di tagliare il metallo come fosse burro.
George Minami, sconvolto per la perdita del padre, scopre l’ultima invenzione del Dottor Amachi: il Pegas (Pegasus), un robot dotato d’intelligenza propria e studiato per combattere nello spazio. Al suo interno Pegas racchiude una camera di trasformazione che permette a un uomo di mutare la propria struttura cellulare, diventando così Tekkaman, il cavaliere dello spazio.
Amachi è contrario all’uso immediato di Pegas, perché i suoi studi sugli effetti del procedimento cellulare non sono ancora completi e la trasformazione potrebbe addirittura rivelarsi mortale.
Ma George non ha né il tempo né la voglia di sperimentare: parte con l’amica Hiromi (figlia di Amachi) sulla nave spaziale Terra Azzurra e, come Tekkaman, affronta gli alieni di Waldaster, comandati dal buffo Rambos. La trasformazione ("Pegas, Tek-Setter! Potenziamento!") è dolorossisima: il corpo del ragazzo viene prima avvolto da un intreccio di filo spinato e poi ricoperto dall’armatura metallica di Tekkaman.
Inoltre George può sopravvivere nell’armatura per brevi periodi e, comunque, solo al prezzo di un pesante affaticamento.
Nel frattempo sulla Terra precipita una misteriosa navicella sulla quale viaggia Androumeda (la "u" non è un errore, si chiama proprio così), un alieno del Pianeta Sanno sfuggito al genocidio del suo popolo per mano dello stesso Waldaster.
Dopo un primo momento di diffidenza, anche Andro (il suo soprannome) verrà reclutato nel team del professor Amachi e, insieme a George, a Hiromi, a Pegas e a Mutan, (una specie di incrocio fra un cavalluccio marino e una puzzola, proveniente anche lui del Pianeta Sanno) formerà la pattuglia dei Cavalieri dello Spazio, corpo preposto alla difesa non tanto della Terra, quanto del Programma di sviluppo spaziale.
Le motivazioni di Andro e Mutan sono abbastanza utilitaristiche: vogliono ritornare a casa, perciò aiutano i terrestri affiché questi realizzino un sistema di volo interstellare. Tuttavia la loro fedeltà non verrà meno, nonostante il continuo malanimo di George che crede di odiare ogni essere dello spazio.
Ennesima pietra miliare dell’animazione firmata Tatsunoko, seguito ideale di Kyashan e Hurricane Polymar.
Pur mancando del fascino del primo e dell’umorismo del secondo, Tekkaman avvince sfoggiando sceneggiature tirate, bei personaggi e alcuni elementi innovativi e di grande impatto (la trasformazione di George fra urla strazianti rimane unica nel suo genere), oltre a un design curato anche se troppo simile a quello di Polymar.
Nel 1992 la casa di produzione ha realizzato Teknoman, che si avvale di una veste grafica adattata agli standard odierni ma non ha collegamenti col suo predecessore, almeno per quanto concerne la storia.
Questa volta il protagonista si chiama Brando (Takaya Aiba).
I 26 episodi della prima serie sono distribuiti in Italia da Yamato Video di Milano.
Character design a cura di Yoshitaka Amano.











l’anulu de mama Aristide Manolesta ha scritto:
attratto dalla pheega, Umberto ha scritto:
quel necrorasta di Antonio ha scritto:
Tekkaman come Capitan Harlock hanno delle storie bellissime e affascinanti. Sono stati le pietre miliari dell’infanzia di tanti ragazzini ormai adulti.
Peccato che non vengano più riproposti in tv.