La letteratura contemporanea giapponese è un po’ come il cinema di David Lynch, nel senso che ogni tanto qualcuno mi consiglia di riprovare a leggerla, io ci casco e puntualmente ne esco con gli occhi che sanguinano e il cervello che cola dalle orecchie.
E dire che ce l’ho messa tutta, tra quel noioso di Haruki Kurakami Murakami (pro-tip: se non sai come terminare una romanzo non scriverlo del tutto, almeno eviterai quelle pietose svolte nella metafisica da strapazzo), quella cacciaballe di Banana Yoshimoto (pro-tip: impara a scrivere come una studentessa del liceo, anziché come una delle medie), quel truffatore di Natsume Sōseki (pro-tip: se intitoli un romanzo Io sono un gatto, per favore fa in modo di parlare prevalentemente del gatto, anziché di una cricca di inetti e perdigiorno patentati) e quel pederasta di Yukio Mishima (pro-tip: sarò breve: basta frocerie anzi, elaboro: desiderare analmente San Sebastiano mentre viene martirizzato non è il massimo per conquistare pubblico e critica. Be’, forse la critica sì), etc…
Sorprendentemente (o non sorprendentemente, dipende da quanto bassa è la tua opinione su di me), gli unici due romanzi nippi che sono riuscito a digerire negli ultimi tempi vengono dalla penna di gente che di mestiere fa tutto tranne che lo scrittore. Il primo è Asakusa Kid dell’attore e regista Takeshi Kitano (pro-tip: evitare come la peste Nascita di un guru). Il secondo è Platonic Sex della fu ex-attrice porno e star televisiva Ai Iijima (pro-tip: masturbarsi con l’ausilio di persone decedute è sconveniente).

Ai Iijima
E siccome Ai è scomparsa di recente, e siccome ho lavorato per anni nell’editoria, e siccome in quegli anni ho maturato (come tutti) il gusto per la necrofilia (tra le altre cose), oggi scriverò di Platonic Sex e della sua autrice.
Platonic Sex è uno scorcio romanzato della vita di Ai Iijima, dall’adolescenza sino all’ingresso nel mondo della Tv, prima come sedere (letteralmente) a mo’ di pseudo-velina, poi come pundit e mini-idolo della mini-rivoluzione sessuale giapponese.

La copertina dell’edizione italiana di Platonic Sex
Il romanzo si apre con i soliti problemi familiari della tipica adolescente nippa, rapporti difficili con genitori e insegnanti, per poi prendere la piega che terrà banco per il resto del libro, ovvero le complicatissime abitudini sessuali della protagonista. Protagonista che dapprima scappa di casa al seguito del fidanzatino, per finire poi in una sorta di coma sessuale in cui i due non fanno altro che bombare da mane a sera, senza mai uscire dal letto per giorni, fino all’esordio nel mondo della prostituzione.
In questo campo Ai ha davvero qualcosa da dire visto che ha fatto tutta la trafila, da studentessa dedita all’enjo kōsai sino a impieghi nei vari health club, hostess club, etc… per poi diventare una prostituta free-lance a tutti gli effetti, ben pagata e con un carnet di clienti d’alto bordo, a detta sua. Il racconto tratta anche dei difficili rapporti con fidanzati e amanti (è dura essere l’anima gemella di una che prende tot. chili di fave al giorno) e, soprattutto, dell’ingresso nel mondo degli AV, la pornografia giapponese.
Nel libro Ai sostiene che tutti i suoi rapporti su schermo erano pura finzione. Quindi il sesso era simulato (grazie ai mosaici molto ampi di una volta era possibile), i gemiti recitati e addirittura lo sperma un miscuglio creato frullando bianco d’uovo e gazzosa (riesco letteralmente a visualizzare i miei lettori che ora si alzano, corrono in cucina e accendono il Mulinex). La cosa curiosa è che, subito dopo la pubblicazione di Platonic Sex, gli astutissimi yakuza che gestiscono le case di pornografia nippa presero a ridistribuire i film di Ai Iijima, questa volta senza censura. Nei quali si vedeva chiaramente che i rapporti erano tutt’altro che simulati. E così Ai non ne fece più menzione.
Finzione o no, pare che Ai Iijima abbia avuto un grande impatto sul modo di pensare e il costume dei giapponesi, soprattutto delle donne. Come scrive Lisa Katayama di Tokyomango:
Her cries of “Iku! Iku!” (I’m coming! I’m coming!) made her 80s porn videos famous, but it also let women know in a very public way that it was okay to feel good during sex. After leaving the adult video industry, she made it up the ranks of the Japanese celebrity scene and maintained a regal presence on many a variety show stage where she talked frankly and surely about issues like sex, AIDS, and women while other women celebrities just looked cute and giggled. She was an important icon for female empowerment in Japan, whether she meant to be or not.
Il romanzo termina con Ai che, del tutto casualmente e quasi controvoglia, mette timidamente piede nel mondo televisivo giapponese. Il suo primo ruolo è quello di ragazza immagine all’interno di Gilgamesh Night (ギルガメッシュないと / ギルガメッシュ・ナイト), che rese leggendario il didietro con tanga della ragassa. Oltre alla crescente fortuna nel campo professionale, Ai Iijima riesce finalmente a lasciarsi alle spalle l’amarezza di tanti anni difficili, e nell’ultimo capitolo racconta della riappacificazione con i propri genitori, che non vedeva da quando scappò di casa da ragazzina.
Gilgamesh Night
Dopo quasi due decenni spesi nel mondo dello spettacolo, Ai, un anno e mezzo fa, decise di lasciare la scena pubblica per non meglio precisati problemi di salute. All’epoca lavorava ancora in televisione ma, soprattutto, s’era fatta promotrice di una campagna di sensibilizzazione nei confronti dell’AIDS in tutto il Giappone, divenendo una icona della prevenzione e dell’informazione sull’HIV.
Purtroppo il 24 dicembre 2008 è stata rinvenuta morta nel suo appartamento di Shibuya, a Tokyo, anche se il decesso risalirebbe a sette giorni prima. Al momento non sono ancora stati diramati i risultati dell’autopsia, quindi non sappiamo se si tratti di morte naturale, suicidio o addirittura assassinio. Infatti, come spesso capita a personaggi pubblici dai trascorsi tanto torbidi, sono corse voci davvero inquietanti sul suo passato. Una di queste, in particolare, la vorrebbe legata all’agghiacciante assassinio della studentessa Junko Furuta, commesso nel 1988.
Al di là di queste tristi notizie, Platonic Sex è un romanzo divertente, diverso, scritto senza pretese ma pure privo di pose che piacerà soprattutto a tutti coloro interessati ai retroscena del pop giapponese, del folle mondo delle kogyaru e la loro insensata fame di abiti e oggetti di marca, della prostituzione e dei pornachos, chiaramente. Pruriginoso quanto basta, parla di una ragazza che senza istruzione, senza mezzi e senza santi in paradiso è riuscita a costruirsi una carriera di tutto rispetto basata, soprattutto nella seconda metà della sua vita, più sull’intelligenza e la forza delle proprie opinioni che su un bel paio di chiappe. Le varie veline o presunte tali prendano nota, KTHXBAI.











lo specioso kebabista Pororiman ha scritto:
Io non butterei via “Nascita di un guru”, e’ takeshi-pensiero odierno, un takeshi decostruito. E’ piu’ sottaciuto di Murakami. Hai ragione, una mazzata sui coglioni.
Pero’ e’ corto.
l’attaccante della Sampdoria Andrea ha scritto:
ben venuti siorre e siorri all’ “Angolo della Cultura”.
Narrativa, romanzi, necrofilia… certamente un mix interessante.
attratto dalla pheega, Faina ha scritto:
non riesco a inserire il mio commento, mi dice che sembra spam! che cazzo..
l’attaccante della Sampdoria Neko ha scritto:
Mi spiace Faina, cosa volevi scrivere? Se me lo mandi via e-mail lo pubblico per te. Il problema sarà sicuramente qualche parola che cozza col filtro anti-spam.
pur non capendo un kattsaw, Mosfet ha scritto:
Esimio Neko, ho notato adesso che hai citato Kurakami e non Murakami. quale dei due intendi?
sfidando il ridicolo Neko ha scritto:
Va be’, sono stordito.
mentre sniffava colla, John Doe ha scritto:
A me minipimer e uova….
pur non capendo un kattsaw, Faina ha scritto:
In sostanza, volevo dire che secondo me sono stati gli yakuza a farla fuori: come si è permessa di dire che i rapporti erano simulati? Ne va della loro dignità di sfruttatori!
P.S. Facevi parte del magico mondo dell’editoria? Allora sono sicuro che non vedi l’ora di ricevere le mie centinaia di racconti inediti dell’orrore e il mio fantastico romanzo cominciato e mai finito…
la sorella di Zachhh ha scritto:
povera Ai… non sapevo della sua scomparsa.
di certo si può dire che si è GODUTA la vita… ed anche l’inverso.
r.i.p.
il pappa di prefe ha scritto:
mmhhh.
alcune tue premesse non funzionano con me.
Tutto quello che conosco del “pop giapponese” mi viene dai tuoi post.
l’underdog per eccellenza Olpus Bonzo ha scritto:
Appoggio in pieno il commento sulla Yakuza, e rilancio di Jacuzzi.