Pink Box: "famolo strano" in Giappone

Mi scrive Criz che ha appena ricevuto un libro fichissimo, con le foto dei locali porno di Tokyo e dintorni, e io mi chiedo come tale materiale possa essere sfuggito ai controlli degli assistenti sociali. Ci fai un articolo, gli domando, e lui, eccitata come al solito, risponde di “sìììììììì!!!1”. Passano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni luce e l’articolo non arriva. Pubblica una news su Paris Hilton, però, che riesce suo malgrado ad attirare la peggio feccia di Internet: gossiparoli, spammer e illetterati d’ogni risma. Nel frattempo Criz fa avanti e indietro dall’Istituto, come al solito, e la sera non ha molto tempo per NumeroZero…

E quindi, nella migliore tradizione giornalistica italiana, tocca a me parlarti dei locali pornachos giapponesi, io che in un locale pornachos nippo non ci sono mai stato e nemmeno possiedo una copia del libro di Criz. Turani e Castellano, fate largo al vostro pupillo: non ne so una mazza ma ne scrivo, perdiana!

Lo spunto giunge grazie al volume Pink Box di Joan Sinclair, fotografa ventiduenne che ha scoperto per caso il giro dei bordelli giapponesi e ha subito intravisto un comodo sistema per racimolare soldi facili, vendendo a noi stupidi occidentali foto pruriginose di roba assolutamente comune in nippolandia. Infermiere sexy, Sailor Moon con gonnella giro-passera, massaggi col deretano, treni per palpatori, cabine per le ponpe, tutta roba che l’occidentale medio guarda con un misto di piacere guardonesco e senso di superiorità, pensando che i nippi in fondo sono un bel branco di idioti, di otaku alla frutta, ignorando che, mentre i giapponesi si bombano una tizia sui vent’anni vestita da Video Girl Ai, in un ambiente protetto, pulito e dove le malattie veneree sono virtualmente inesistenti, all’omologo occidentale toccano le sverte irsute dell’est Europa, i travi col coltello a serramanico e la sorella di quello che arrostisce il pangolino, in una Fiat Punto sul ciglio della tangenziale. Astuzia inaudita.

In nippolandia la prostituzione è vietata per legge, dove per prostituzione s’intende il coito: pucciare il biscotto. Il che lascia spazio a tutte quelle pratiche non coitali ma altrettanto stuzzichevoli (cit.). Chiunque abbia avuto l’occasione di girottare per qualche strada nippa ha certamente notato tonnellate di locandine e pubblicità che infestano ogni angolo di strada, ogni cabina telefonica: voltantini zeppi di foto di ragazze carine che offrono compagnia e servigi di varia natura, affisi quotidianamente da loschi figuri prima del tramonto. Di locali per bombare ce ne sono a bizzeffe, dai più classici agli specializzati: le soapland, dove prima ti lavano e poi ti fanno sbroffare, i fashion health, dove prima ti massaggiano e poi ti fanno sbroffare, i pink salon, cabine con un buco in cui infilare il finferlo (occhio che spesso le bocche dall’altra parte sono di vecchie sdentate o, peggio ancora, checche). Il massimo sono gli image club: locali a tema in cui le ragazze vestono come le eroine dei manga, infermiere, spose in abito bianco, varie e vieppiù. È proprio attorno agli image club che si concentra il lavoro di Joan, come dimostrano le foto a seguire:


Fusion, Tokyo: 40.000 Yen (254 €) per vedere pheega straniera nuotare in una boccia piena d’acqua

Air Touch, Osaka: il tema è quello dell’hostess di linea aerea

Kaiten Zushi Baxy, Tokyo: le ragazze hanno nomi di pezzi di sushi, tonno, salmone, gambero, e saltano da un cliente all’altro ogni due minuti

Queen Soapland, Kawasaki: le ragazze di questa soapland vestono come le race-queen nippe

June Bride Soapland, Tokyo: qui invece c‘è la sposa, con tutti i feticci che ne seguono

USA Pastel, Tokyo: il vetro specchiato permette al cliente di vedere la ragazza, mentre a lei vede la propria immagine riflessa

Hotel Dayo Zenin Syugo, Osaka: il cliente prima “firma” la ragazza con un pennello calligrafico, poi lei si siederà su un velo di carta per lasciarne il “timbro”

Club Mammoth, Tokyo: le ragazze di questo locale devono pesare almeno 90 Kg

Reijo C’est Bien, Sapporo: non potevano mancare liceo e liceale

Densha de Go Go, Kobe: la cosa triste è che gli abusi sui treni avvengono per davvero

Gambo Club, Sapporo: il feticcio della poliziotta con tutto l’armamentario (manette, cella) e in più un pratico pavimento a specchio

Del libro di Joan Sinclair non so una mazza, per quello chiedere a Criz, ma di sicuro le foto qui sopra non valgono i 20 e qualcosa dolla del prezzo di copertina: gli scatti fanno abbastanza pietà e poi li abbiamo appena visti, ah! Sarebbe come pagare per un’edizione in brossura delle mie recensioni: le trovi qui, e gratis, per giunta. Per l’ennesima volta non ci siamo fatti fottere da una pheega, il che non è necessariamente un male.

Scheda

Titolo: Pink Box: Inside Japan’s Sex Clubs
Autrice: Joan Sinclair
Editore: Harry N. Abrams, Inc.
Pagine: 192
Lingua: inglese
Prezzo: 23,10 USD da Amazon

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Commenti e contributi

  1. Il 29 gennaio 2007, 17:09
    grattandosi il kattsaw, peyote ha scritto:

    Mi gioco 100 neuro che la scolaretta sulla lavagna ha scritto “siemo chi legge” oppure “Puttana, puttana, puttana la maestra!”

  2. Il 29 gennaio 2007, 22:12
    la mamma di John Doe ha scritto:

    Fra una pausa e l’altra della costruzione del mio cunicolo sotteraneo verticale per arrivare in jappolandia, noto come progetto: C.S.V.P.A.I.J.(e.f.t) una letta potrei dargliela.

  3. Il 30 gennaio 2007, 11:40
    l’assistente sociale di K ha scritto:

    Un articolo!

    Un articolo!

    No cazzo che devo andare in giro in motorino e mi fate venire giù la tempesta di sb—-! Criz To!

  4. Il 30 gennaio 2007, 18:48
    la mamma di Kokeshi design ha scritto:

    queste sono le cose ke mi fanno amare il giappone tra le altre

  5. Il 30 gennaio 2007, 21:02
    quel necrorasta di Marluk ha scritto:

    Io quel libro l’ho comprato, circa 2 settimane fa. E’ fighissimo, fatto benissimo, con la copertina foderata di rosa. E’ fantastico credetemi.

  6. Il 1 febbraio 2007, 00:00
    grattandosi il kattsaw, Ganni ha scritto:

    Bisogna dire che non si fanno di certo mancare nulla.
    Forse ad andare con ragazze di 90kg si campa più a lungo.

  7. Il 1 febbraio 2007, 01:36
    l’anulu de mama Bluescook ha scritto:

    ghghghghgh! Per chi avesse il sogno di andare in questa terra di idioti che e` il Giappone, fidatevi, sono tornato 3 giorni fa da una luuuuuunga permanenza…...

  8. Il 1 febbraio 2007, 21:52
    l’assistente sociale di iSleepy ha scritto:

    io amo scopare le ciccione, cazzo.
    LO AMO!

  9. Il 2 febbraio 2007, 12:39
    la mamma di elfo_pak ha scritto:

    Minchia, pensare a quella pheega che mi spara un raspone da dietro lo specchio mi fa andare in cimbali…
    per non dire della poliziotta… da sfondare ammanettata alla sedia!!!

  10. Il 4 febbraio 2007, 05:15
    attratto dalla pheega, Montagne di luride tenaglie ha scritto:

    Peyote, sulla lavagna non c’e’ scritto nulla di simile, hai perso 100 neuro, fessacchiotto.

  11. Il 16 febbraio 2007, 22:43
    l’attaccante della Sampdoria CRV§ADER//KY ha scritto:

    sulla lavagna c’è scritto “ gennaio 2005” come dev’essere in una scuola giapponese… guardatevi più anime ‘gnuranti!

    17年1月日土
    17 -> 17esimo anno della dinastia Heisei -> 2005

    P.S. gran bel libro… e gran bei posti mmmh

Commenti, Contributi

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